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domenica, 23 ottobre 2005

Tramonto e polvere di Joe R. Lansdale

Vi piacciono i western?

beh, a me no. eppure questo libro è fantastico.

quando Sunset, giovane e bella, decide che non ne può più delle violenze di suo marito, lo fa fuori. un classico. peccato che suo marito faccia lo sceriffo, e che, da un momento all'altro, ci si trovi ad aver bisogno di qualcuno che lo sostituisca.

con il solo appoggio di una pistola, un aiutante sgangherato, e una formidabile suocera, sunset prende in mano la situazione e diventa "la giustizia".

scoprendo che ben poca ne era rimasta, grazie all'operato dell'ineffabile defunto.

una scrittura semplice, asciutta e che va dritta al punto con la precisione di una visione mistica, una faccenda texana bruciata dal sole come solo nella nostra immaginazione, delitti razziali e folkloristici clichès inseriti con maestria senza mai scadere nell'esercizio di stile tanto comune ai nostri contemporanei.

il vecchio joe ha una storia da raccontare, ed è un piacere stare a sentirlo.

ammaniti ha detto "consiglierei ad un analfabeta di imparare a leggere solo per poter conoscere lansdale". io sottoscrivo in pieno.

sunset è la parte migliore di tutte noi.

postato da: JessicaBenton alle ore 14:53 | link | commenti (3)
categorie: libri
mercoledì, 19 ottobre 2005

Mai stata baciata - USA 99, di R. Gosnell, con D. Barrymore e D. Arquette.

Romantici di tutto il mondo unitevi!

Se volete sognare una vita di riscatto dopo le sfighe del liceo. se amate l'atmosfera high-school delle commedie americane. se avete la lacrima facile e adorate le storie d'amore senza tante pretese ma con una buona botta di sentimento. se siete in un momento di depressione cosmica e avete un bisogno assoluto di tornare a credere nell'happy end.

questo film fa per voi. questo film fa per me.

assolutamente sconsigliato ad intellettuali, maschi, no global, cuori di pietra, suore e amanti dei film coreani.

postato da: JessicaBenton alle ore 09:10 | link | commenti (5)
categorie: cinema
giovedì, 24 febbraio 2005

La casa del sonno - Jonathan Coe

Ho letto altri due libri di Coe, ma questo, senza il minimo dubbio, è quello che mi è piaciuto di più.

La casa del sonno è una storia in due tempi che si alternano, i capitolo pari dedicati alle ultime due settimane di giugno del 1996, i capitoli dispari ambientati invece nel 1983-84. al centro di tutto, Ashdown e Sarah.

Ashdown è la tipica mansion britannica, prima casa dello studente, poi clinica dove si curano i disturbi del sonno. sarah è una bellezza quieta dagli occhi narcolettici attorno alla quale i personaggi prendono posto e vivono di esistenze separate.

centro portante della vicenda è il sonno, ma anche l'amore, la poesia, una vena di irrealtà che si intensifica con l'accostamento ai dettagli più pratici della quotidianità contemporanea.

c'è la follia di gregory, il cuore spezzato di robert, la ricerca impossibile di terry, ci sono generazioni che si intersecano e libri con banconote da dieci sterline tra le pagine.

è un libro di cui non si può parlare molto, perchè il rischio di banalizzarlo è alto. è un libro da leggere d'un fiato, prendendosi una pausa tra una fase e l'altra, è un libro da ricordare, da tenere a mente.

niente è perduto, questa è una delle ultime frasi, ed è con questo spiraglio che ti lascia, il racconto. con l'idea che la storia, la prossima, è tutta lì da scriversi, da viversi. da immaginare.

postato da: JessicaBenton alle ore 18:32 | link | commenti (5)
categorie: libri
giovedì, 20 gennaio 2005

  L'OMBRA DEL VENTO - carlos ruiz zafòn

un libro, per essere bello, deve avere un inizio affascinante, una stesura coinvolgente e un finale che ti ammazza. l'ombra del vento ha tutto questo e anche di più. è un libro che non saprei proprio come definire. si può collocare in una sorta di genere noir-fiabesco-horror, ma ha anche svariati personaggi che stemperano le atmosfere più cupe. è un bel romanzo, una storia piena di colpi di scena e personaggi bellissimi. ma mentre lo leggevo mi rendevo conto che è uno di quei libri di cui è difficile parlare. per cui mi sono segnato una pagina in cui il protagonista, in qualche modo, parla del libro alla ragazza di cui si è innamorato. perchè nel libro si parla del libro... cioè... lasciamo parlare Daniel:

- Bene, in questa storia c'entrano i libri

- I libri?

- Libri maledetti, l'uomo che li ha scritti, un misterioso personaggio fuggito dalle pagine di un romanzo per poterlo bruciare, un tradimento e un'amicizia perduta. E' una storia d'amore, di odio e di sogni vissuti all'ombra del vento.

proprio così. nient'altro da aggiungere.

postato da: manicangini alle ore 22:13 | link | commenti (1)
categorie: libri
martedì, 11 gennaio 2005

 Pimp my ride - Mtv, lun. - ven. h. 18.00.

Questo programma è una zarrata che va ad alzare di molto lo standard qualitativo della mtv dei giorni nostri.

vediamo infatti un rapper nero di nome Xzibit (famosissimo, a giudicare dalle reazioni della gente, negli U.S., un po' meno qua da noi, perchè io, per esempio, non l'avevo mai sentito nominare) che si reca a casa della gente e pimps their ride, ovvero rifà la loro macchina.

per capirci: un qualunque sfigatone con una toyota dell'86 può segnalarsi al programma. viene scelto ed Xzibit si reca a casa sua. osserva con battute salaci il catorcio parcheggiato in giardino, e poi bussa alla porta. la porta si apre e il/la fortunato/a viene colto da un attacco isterico, si mette a piangere e inizia a saltare di gioia. bacia e abbraccia Xzibit come se fosse gesù himself.

il nostro rapperonzolo può così prendere per il culo all'infinito il proprietario della schifo-car (ma in maniera simpatica e arguta, questo è da sottolineare), poi monta sulla suddetta e la porta nel luogo magico: alla west-coast-custom.

la west coast custom è un'officina di zarroni di ogni colore e nazionalità che rimette a posto la macchina e la rende inconfondibile.

Q, il capo di tutti, riunisce i suoi meccanici-carrozzieri intorno ad un tavolo, illustra con una breve panoramica le qualità salienti del proprietario della macchina (p.es. "Kristin è una ragazza molto dolce e vuole bene alla nonna" oppure "Donald ha ventun anni e sogna di fare il dj") e poi chiede a ciascuno dei suoi collaboratori che cosa ha in mente per la carretta. prende nota di tutto e poi comincia la trasformazione.

e qua, beh, è da vedere. roba che non si può esprimere a parole.

la cosa più sobria che si può vedere sulla carrozzeria sono fiamme fosforescenti, per gli interni invece sono gettonatissimi i monitor i varia misura, la play 2 e i mini-lampadari tempestati di swarowski. le casse usate prevalentemente sono le bazooka, invece per i cerchioni va forte il modello giovanna. lo piazzano praticamente su qualsiasi auto.

il tutto finisce con il/la giovane che si reca alla w.c.c., vede la sua nuova macchina, sviene, piange di nuovo, bacia tutti i meccanici uno per uno, si inginocchia ai piedi di Xzibit (che non manca mai di aggiungere un suo omaggio personale). poi guida fino a casa dove sfila davanti a parenti/amici che concordano sul fatto che Mike davvero si meritava una figata del genere e che Sandy non poteva più girare con la sua vecchia carretta.

e le ultime parole sono: thanks, mtv, for pimpin' my ride!

da notare in particolare: Ish, che si occupa degli interni cucendoli a mano, e parla inglese con l'accento di speedy gonzales; i titoli di coda, con le cazzate fuori-ripresa di Xzibit; e gli strafalcioni tremendi che compaiono nei sottotitoli italiani.

postato da: JessicaBenton alle ore 22:28 | link | commenti (3)
categorie: television
venerdì, 07 gennaio 2005

I love shopping - Sophie Kinsella

I libri attualmente in commercio della serie sono 4. io li ho letti tutti.

l'evoluzione di becky bloomwood passa per l'innamoramento, per new york, per un matrimonio e per la conoscenza di una sorella inaspettata. la costante della sua vita ipervariabile è la passione sfrenata per lo shopping.

becky bloomwood fa venire i nervi, a volte, ma in linea di massima non si può fare a meno di adorarla. perchè è svampita, divertente e casinara, e ha quest'imprinting da sit-com che la rende pressochè perfetta.

se siete degli appassionati di alta letteratura, non leggete questi libri, perchè vi fermereste disgustati al primo capitolo. se invece siete appassionati di alta letteratura ma non disdegnate un po' di sana cazzonaggine di quando in quando, leggeteveli tutti, dal primo all'ultimo, e vi divertirete. davvero. anche se siete uomini, anzi, forse soprattutto se siete uomini. potreste scoprire cose del mondo femminile di cui non avreste mai sospettato l'esistenza

da segnalare in particolare le lettere delle banche, delle associazioni e dei programmi tv a cui si rivolge becky. verrete colti dalla sindrome di quelli che ridono fragorosamente e danno di gomito al primo malcapitato che gli siede di fianco facendosi i cazzi suoi, pretendendo di farlo divertire quanto voi, leggendogli a voce alta tutta la pagina.

unica pecca: nella traduzione italiana va perso già dal titolo l'uso dello stupendo termine "shopaholic". perchè, in effetti, come direbbe paolo limiti, è una parola un po' intraducibile. shoppinghista? shopping-maniaca? non lo so. però vuoi mettere come suona bene?

shopaholic. mmmh.

effetti collaterali: la tentazione di armarvi di una carta di credito, un bancomat e svariati contanti per correre a svaligiare il centro commerciale più vicino.

postato da: JessicaBenton alle ore 00:30 | link | commenti (3)
categorie: libri da supermercato
mercoledì, 27 ottobre 2004

manhattan pub, via giachino, torino

il manhattan pub è tappa obbligata di quanti transitano in veste di gioventù underground nella capitale sabauda. non fate i furbi: ci siete passati tutti.

al manhattan pub servono cibi per i più coraggiosi di voi (io nella mia incoscienza giovanile ne ho fatto largo uso, ed ora sono perfettamente vaccinata contro le più comuni malattie infettive, tra cui salmonella, mononucleosi, lebbra e tifo petecchiale). al mahattan pu sono tutti ubriachi, in particolare il gestore, che si è spesso esibito in scene esilaranti come spazzare giù in un solo colpo un intero scaffale di bicchieri per poi crollare svenuto fra i cocci ed essere amorevolmente recuperato dai camerieri e messo a dormire su una panca nell'angolo.

il manhattan pub sopravvive alla chiusura perchè è una di quelle cose che l'ufficio d'igiene preferisce non vedere, come le bidonville di rio e le paludi della louisiana.

al manhattan pub l'animale domestico più popolare è il topo di fogna o rattus stercorarium. nelle serate affollate spesso si prenderanno bene e vi inviteranno a sedervi al loro tavolo, non di rado offrendovi da bere per poi invitarvi a ballare un lento e baciarvi sul collo a metà canzone.

il bagno del manhattan pub è stato offerto dal nostro presidente del consiglio all'alleato americano george w. bush come arma batteriologica da usare per ridurre bin laden al silenzio. il presidente americano ha rifiutato, obiettando che nemmeno lo sceicco del terrorismo merita tanto.

se ti scappa la pipì al manhattan puoi fare solo una cosa. tenerla.

però non di rado la sottoscritta e la sua crew sono andate a fare pipì all'aperto, in via giachino, coperte dall'ombra amica dei camion parheggiati.

eppure una volta, entrando per errore nel bagno più fetente del west, ho visto un ragazzo e una ragazza consumare in piedi un atto sessuale. credo che siano morti. di sicuro nessuno ha più saputo nulla di loro.

postato da: JessicaBenton alle ore 16:04 | link | commenti (2)
categorie: scusi dov il bagno

presentazione di una nuova categoria in cui non abbiamo ancora inserito alcuna recensione... scusi, dov'è il bagno? sarà capitato anche a voi di camminare per le strade e venire afflitti da un dolore intestinale che non vi dà alcuna tregua. l'alternativa è tornare a casa ed espletare le funzioni vitali ma se non si è in prossimità della propria abitazione di solito si ripiega su un bar, si entra, si prende un caffè o un pacchetto di caramelle o chewing gum e ci si produce nella domanda scusi, dov'è il bagno? simulando tranquillità intestinale nonostante le chiappe siano ormai strettissime per contenere alla bell'e meglio i danni. oppure succede che durante una cena al ristorante o in qualche pub o anche solo in un locale sentiate di dovervi sbarazzare di un peso e dobbiate ripiegare anche lì sulla toilette. in questa categoria cercheremo di recensire le macrocategorie dei cessi: autogrill, università, ospedali... ma anche cessi particolari e unici (il cesso di questo o quel bar, di quello specifico ristorante). come nozione generale, relativamente ai ristoranti, se si ha un tavolo simpaticamente vicino alla porta del bagno si sa che il via vai c'è sempre quindi, esclusi i bambini incontinenti o iperattivi e i cocainomani, possiamo dire che i bagni vengono usati. e credo che potrete ritrovarvi in queste recensioni e sfruttare al meglio i consigli...

postato da: manicangini alle ore 11:10 | link | commenti
categorie: scusi dov il bagno
lunedì, 18 ottobre 2004

 

WEBMASTER - Alessandra C

 

Andiamo al punto.

Lasciamo perdere il titolo, forse discutibile, e l’ambientazione, quella del virtuale, oggi ampiamente sfruttata.

Il punto è che questo è un libro che assolve alla funzione della narrativa: sposta la nostra testolina in un altro luogo e ci fa provare un’emozione.

Stampato più di quattro anni fa dalla Addictions dovrete chiedere in libreria di procurarvelo. E’ appena uscito della stessa autrice “Skill” ma con la tempestività che mi contraddistingue io parlo di questo.

Parlo di questo perchè io amo la libertà con la quale Alessandra C scrive in questo libro. Come scrive della dipendenza da un’altra persona, della “logica che non ha molto a che fare con il desiderio”, dell’attesa di un segno, del piacere mischiato al dolore, della paura dell’altro, di Torino città del fiume.

Questo io ho trovato convincente; questo coraggioso modo di non reprimere le proprie pulsioni ma di cantarle in un romanzo. Molto più convincente di tutti i riferimenti sul mondo virtuale-nuovolinguaggiocibernetico-intrattenimentoelettronico-etc.etc.

Io ci ho trovato le verità scomode che si confessano solo su di un blog anonimo. E’ questo il pensiero attivo del libro, anticonformista, in grado di cogliere fatti e cose che l’abitudine ci nasconde, di compiere uno scarto dal nostro normale flusso intellettivo ed emotivo.

Secondo me Alessandra C non si è lasciata appesantire dalla paura, dal giudizio, dall’autocensura ed il risultato è una scrittura molto zen dotata di un’unità di pensiero e azione senza che nessuna sfera sia preponderante.

 

L’ultimo pensiero mi ha sorpreso all’ultima pagina, fra i Grazie, ce n’è uno ad un padre che sapeva aggiustare tutto. Ed a me, che ne ho avuto uno, a volte non viene in mente un modo migliore per ricordarlo.

postato da: rynot alle ore 14:49 | link | commenti (3)
categorie: libri
domenica, 10 ottobre 2004

Evra, cerotto anticoncezionale

[provato per voi.]

evra è l'anticoncezionale di ultima generazione e la sua nascita è stata anche celebrata dagli stilisti nelle sfilate (cosa che lo fa entrate di diritto nella categoria fashion).

il cerotto (o patch) viene applicato in una zona pulita, asciutta e poco pelosa (sulla natica in alto, sulla spalla, sul braccio). lo si deve cambiare una volta alla settimana per tre settimane. seguono 7 giorni di sospensione in cui arriva il ciclo.

rispetto alla pillola è consigliato alle donne che spesso dimenticano di prenderla, e, non passando per il sistema digerente, non incide nè a livello renale nè sullo stomaco. ovviamente la sua efficacia non viene così compromessa dalla presenza di diarrea o vomito.

il cerotto non si stacca nè sotto la doccia, nè in sauna, nè nel bagno turco, e resiste anche alla piscina. ho fatto tutte queste cose e non si è mai staccato..giurin giuretta.

 

funzionare funziona. ho aspettato un mese e posso confermarlo...

l'unica controindicazione è che non è consigliato a tutte coloro che pesano più di 90 kg.

non fa ingrassare e non fa venire la cellulite, e non gonfia.

voto...10..e che altro...

postato da: JessicaBenton alle ore 15:23 | link | commenti (3)
categorie: fashion